Archive for A tutto gas

‘Innovazione a tavolino’: Jim Hall, la Chaparall e la nascita dei moderni concetti di dinamica

Jim Hall (fondatore della Chaparall) ha sempre evidenziato come tutto il processo per lo sviluppo dell’innovazione del leggendario marchio fosse frutto di un metodico lavoro ‘a tavolino’ che poi veniva testato in pista. Nel periodo in cui la Chaparall sviluppo’ novità radicali nel contesto della dinamica del veicolo da competizione (anni sessanta) fu questo il metodo che fece la differenza rispetto a case costruttrici concorrenti che avevano un’impostazione ingegneristica ancora troppo artigianale. Grazie a questo metodo la Chaparall tracciò i fondamentali di molti sviluppi aerodinamici tutt’ora utilizzati.

Il tema e’ approfondito nell’edizione internazionale del libro di prossima pubblicazione.

Chaparall. Dagli anni sessanta esplorazione e fondamento delle moderne auto da corsa...

Chaparall. Dagli anni sessanta esplorazione e fondamento aerodinamico e strutturale delle moderne auto da corsa…

Jim Hall:

It’s Chaparral and my own career. It’s a little more scientific. I was a mechanical engineer, a graduate engineer. And I started racing after well, actually during college.

But that’s when my career was, after I had the degree. And so I applied what I’d learned to what I was doing.

And as I said, I made a point of trying to understand the control and stability of cars. And so it was some trial and error for sure. But usually it was a plan.

We had a plan and a theory, and I went after it to see if I could prove it. And did a lot of measurement actually.

Had a test track right there where I could run. And it was very useful. That’s probably an advantage that we had during those days.

I could just go out and run during the mornings, say, and then come back in and make some changes, go back out in the evening and check it.

Where I think a lot of teams we were racing against in the ’60s didn’t have that capability.

 

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INNOVARE in tempi di risorse scarse… molto da imparare da Colin Chapman (fondatore della Lotus)

LOTUS (quella vera), dalla sua storia sinonimo di velocità e innovazione vissuta in modo estremo, COLIN CHAPMAN ne è stato fondatore e un motore PROPULSORE ALL’INNOVARE CON UNO STILE OPERATIVO TUTTO SUO dal quale si può apprendere molto soprattuto con i tempi che corrono… 

Ronnie Peterson durante uno dei suoi leggendari 'controsterzi a tavoletta' con la Lotus 72

Ronnie Peterson durante uno dei suoi leggendari ‘controsterzi a tavoletta’ con la Lotus 72


Tratto da una sezione del libro intitolata “Colin Chapman: non poter fare a meno di osare nell’innovare; pensare per concetti”: “Molte delle idee che Chapman sviluppò nacquero direttamente da osservazioni fatte sui campi di gara. Scrive Peter Ross, uno storico della Lotus: “Quello che distinse Colin da tutti gli altri designer di macchine da competizione del suo tempo, fu il suo approccio molto pratico. Questo in parte era dettato dalla quasi totale mancanza di capitali da investire. Nel mentre che gli altri potevano iniziare a progettare da una pagina bianca, il primo pensiero di Colin era: ‘Quale componente già esistente possiamo usare o quale componente già esistente possiamo adattare alle necessità che abbiamo?’ (…) Colin riusciva, con il suo stile ricco di entusiasmo, a persuadere aziende importanti come Hardy-Spicer a inviargli i disegni dimensionali di praticamente tutti i componenti che stavano producendo per l’industria automobilistica inglese. Nella maggior parte dei casi i componenti derivati potevano essere usati senza nessun cambiamento e magari con cambiamenti molto superficiali. (…) Invece di utilizzare spazio, che non aveva, e utilizzare personale, lui decise di trovare modo di fare tutto da solo sviluppando rapporti di collaborazione con piccole aziende di ingegneria che riuscivano a generare dai disegni praticamente tutto.” (…)

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Innovare per dare il meglio di se …

Nel libro si mette in evidenza anche il concetto di ‘innovazione nell’essere, nell’esprimere il meglio di se’ :

La Ferrari 126C domata da Gilles Villeneuve nel suo classico stile...

La Ferrari 126C domata da Gilles Villeneuve nel suo classico stile…

“‘L’innovazione nell’essere pilota’. Non dura a lungo ma lascia il segno. Lo stile Gilles Villeneuve.
Una cosa è innovare, l’altra è essere innovativi. Si innova con un’idea, con un concetto che determina una soluzione utile e apprezzata. Si è innovativi quando il nostro modo di pensare, che si riflette nel comportamento, crea un mix così insolito e unico da colpire l’attenzione di molti e diventare un modello di riferimento unico e indiscusso. Questo tipo di innovazione, che possiamo definire ‘innovazione dell’essere’ è spesso destinata a avere un forte impatto di ispirazione per molti. È il caso di ‘un’innovazione dell’essere pilota’ che ha saputo travolgere il mondo del Motorsport e, che ancora oggi è rimpianta. Stiamo parlando dell’ ‘innovare nell’essere pilota’ che portò una folgorante meteora nel mondo delle corse: il leggendario Gilles Villeneuve. (…) “

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Le Mans. 1966, l’innovazione gestionale alla base del trionfo storico della Ford GT40 Mk II…

Siamo prossimi al weekend della 24 ore di Le Mans. A proposito di questa leggendaria competizione…

Le Mans 1966, la vittoria storica della Ford GT40 Mk II

Le Mans 1966, la vittoria storica della Ford GT40 Mk II

Dal libro “Lo stimolo ad innovare a volte può nascere come sfida competitiva che va oltre le dinamiche di mercato: si innova e si rivoluziona per mostrare, per affermare la propria valenza tecnologica nei confronti di un concorrente, anche al di là delle logiche commerciali. La sfida può essere rischiosa, si possono disperdere molte risorse, ma la vittoria può essere vissuta come un grande trionfo aldilà delle avversità che si sono dovute superare per ottenerla. Abbiamo osato in terreni in cui i nostri concorrenti non si sono mai addentrati (proprio perché ritenevano che la sfida fosse prematura rispetto alle dinamiche di mercato), al tempo stesso vincere può andare molto oltre la sfida a due con ripercussioni per un marchio negli anni a venire. La sfida tra Henry Ford II e Enzo Ferrari, culminata con il trionfo della Ford GT 40 MK II a Le Mans nel 1966, rende bene l’idea”. Nella pratica fu una vera e propria INNOVAZIONE GESTIONALE da parte del team Shelby a permettere alla Ford di trarre veramente il meglio dal potenziale di ricerca tecnologica… (il libro approfondisce)

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Innovazione a tutto gas! va all’essenza di un originale progetto che mira ad innovare nel Motorsport: Formula Modena

Dal sito web della Formula Modena Corse :

Lorenzo Senna all'officina Formula Modena. Spilamberto - Modena

Lorenzo Senna all’officina Formula Modena. Spilamberto – Modena

Il rapporto con l’automobilismo di Lorenzo Senna inizia nell’infanzia, quando sognava e disegnava vetture da competizione. Questa passione in realtà era estranea al resto della famiglia, lombarda di origini contadine, ben distante rispetto al mondo delle corse. Nel 1968 iniziò a leggere Autosprint che divenne, secondo le sue parole, “una droga quotidiana”.

Lorenzo si adoperò per trovare una motorizzazione presso una casa produttrice ufficiale per il suo progetto e, dopo aver fatto per parecchio tempo la corte ad un marchio storico del motociclismo come la MV Agusta, riuscì a convincere il management del quartier generale di Varese. Fu siglato un accordo che prevedeva la costruzione di 75 monoposto per il mercato europeo in uno stabilimento di 3.000 metri quadri e con uno staff di 15 persone. Lo stabilimento sarebbe stato uno di quelli di proprietà dell’azienda a Cascina Verghera, un quartiere del comune italiano di Samarate, già pronto per la produzione: a intralciare i piani fu però la proprietà della MV, l’americana Harley Davidson che, volendo ridurre gli investimenti nel Vecchio Continente e quelli non propriamente in target con l’universo a due ruote, “tagliò” il progetto ancora prima che potesse sbocciare.L’infatuazione per le vetture da corsa non svanì, anche se restò a lungo un hobby e un divertimento durante i fine settimana. Nel 1981 o nel 1982 comperòun Kart per cimentarsi in “gare della domenica”. Man mano che la sua carriera professionaleprogrediva, riuscì anche ad acquistare una monoposto. La sua passione per le corse, però, divennesempre più forte e, da outsider, ebbe un’idea folle per quel settore: progettare e costruire una propria monoposto. Chiaramente lui non era un progettista, era semplicemente un pilota della domenica che disponeva di un po’ di fondi da investire in un sogno. Selezionò un progettista che aveva una solida esperienza nella progettazione di macchine da competizione a ruote scoperte per Formula 1, Formula 3000 e Formula Junior e uno spirito appassionato che lo portava a dare spazio e fiducia alla “follia buona”di Senna, per il quale potremmo decisamente parlare in latino di “nomen omen”, “nel nome il destino”, vista la straordinaria carriera nell’automobilismo dell’omonimo brasiliano Ayrton. Da tutto questo nacque la “SennaFormula”, una monoposto con motore motociclistico.

Per un outsider, entrare nel sistema delle corse era ancora molto arduo, nonostante le numerose idee creative. Lorenzo Senna, comunque, continuò con determinazione a portare avanti il proprio progetto. Da tutto ciò nacque una monoposto innovativa che completava il segmento fra Kart e Formule di categoria superiore, dunque una vettura addestrativa per kartisti capace di correre sia in kartodromi che in autodromi il cui tracciato non superasse i due chilometri e settecento metri di lunghezza.

Tutta l’esperienza tecnica e tecnologica della “SennaFormula” fu trasferita in quella che fu battezzata “FormulaModena”. Il concetto dapprima iniziò in modo artigianale dopodiché si è evoluto passo passo in un progetto industriale. L’imprenditore pavese aveva dunque fatto del suo hobby una professione. La “FormulaModena” ha acquisito riscontri importanti a livello internazionale, oltre a trovare sede in un atelier di Spilamberto (Modena), nel cuore del celebre progetto “Motor Valley – La Terra dei Motori” lanciato dalla Regione Emilia-Romagna e giustificato dalla presenza, attorno a Bologna, di marchi quali Dallara, Ferrari, Lamborghini, Maserati e Pagani.

Ad esempio, l’accademia formativa per il motorsport Noda Racing Academy di Motegi, in Giappone, ha scelto la FormulaModena per formare i giovanissimi piloti del futuro. Lorenzo afferma che loro, guidati dall’ex pilota di Formula 1 Hideki Noda, sono stati i primi a comprendere la rivoluzionaria essenza del progetto a livello globale e a conferirgli una dignità sovranazionale.

Nel giugno 2013 la “FormulaModena” ha ricevuto l’omologazione CSAI, che le apre le porte a un futuro nazionale e internazionale (da un punto di vista della sicurezza, data la presenza di un musetto in fibra di carbonio, gli standard sono i medesimi della Formula 3). L’outsider è riuscito ad arrivare al primo passo concreto per far riconoscere il suo spirito creativo, anzi innovativo, dal sistema. La storia di oggi vede Lorenzo Senna impegnato con Formulamodena Corse, ad imprimere l’ennesima accelerazione per dare il meritato risvolto sportivo, agonistico e commerciale, alla monoposto costruita da Formulamodena Srl nella Factory di Spilamberto (Modena)

Riccardo Paterni
(brano tratto dal volume “Innovazione a tutto gas!”, editore Life Plan, luglio 2013)

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Perché la Scuderia Ferrari non innova veramente…

Il libro presenta un approccio molto pragmatico all’innovare. Innovare = creatività che genera valore, dove valore si intende valore apprezzato dal mercato o soluzioni vincenti che risolvono problemi o generano opportunità concrete. Questo modo di vedere l’innovazione porta a realizzare perché la Ferrari nel suo progetto F1 da tempo non innova veramente, mancano i risultati e questo inizio di stagione 2014 sottolinea ancora più marcatamente il concetto. James Allison, l’attuale progettista Ferrari F1 (quello più accreditato nell’innegabile confusione di ruoli) di recente ha messo in evidenza che per innovare la Ferrari ha bisogno di osare di più nel liberare la creatività dei tecnici di tecnici di indubbio talento che fanno parte dell’organizzazione http://www.autosport.com/news/report.php/id/114195 .

Raikkonen e la Ferrari F14T

Raikkonen e la Ferrari F14T

Dal 1969 (quando la FIAT ha assunto il 90 % delle quote Ferrari) sterili dinamiche di politica aziendale hanno spesso creato problemi organizzativi generando un ricambio continuo di manager e tecnici che non ha condotto a risultati concreti di rilievo. Quando si è creato un mix di talento tecnico e gestionale veramente integrato ed affiatato, anche la Ferrari dei tempi più recenti (l’epoca di Schumacher – ancora una volta Forza Michael!) ha generato consistenti risultati continuativi. Questa integrazione è legata a liberare un vero senso di espressione del talento di ciascuno, un senso di creatività e efficacia a livello tecnico e gestionale. Per fare questo è necessario avere una visione chiara delle cose, una rotta ben definita e soprattutto un timoniere che diriga il tutto con coerenza, fermezza nei principi dichiarati, capacità decisionali, umiltà nell’apprezzare il contributo sostanziale dei propri collaboratori e soprattutto che abbia polso fermo nel tenere quella rotta una volta definita… Tutti aspetti che nel contesto attuale della Scuderia Ferrari (primavera 2014 in cui il timoniere Montezemolo e il novello fido ‘aiuto timoniere’ Mattiacci paiono ancora in cerca di quella rotta) sono ancora carenti. L’impatto di tutto questo è evidente nella stagione 2014 e se quella rotta non viene definita rapidamente anche il 2015 rischia di essere un’anno di bufera in alto mare.

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Innovare oggi? Indubbiamente integrando! Anche con la concorrenza…

“Sta arrivando la Formula E. Senza integrazione non c’è la ricarica” è il titolo di una sezione del libro dedicata a questo nuova entry nel Motorsport, senza dubbio un’innovazione che si sta mettendo prepotentemente in luce a suon di nomi importanti a livello tecnologico, piloti e città coinvolte a livello globale.

Presentazione delle Formula E pronte per la consegna ai 10 team

Presentazione delle Formula E pronte per la consegna ai 10 team

L’innovazione tecnologica, e anche quella gestionale, del progetto stanno avvenendo grazie ad una integrazione concreta e in piena collaborazione fra aziende provenienti da vari settori e al tempo stesso aziende che sono concorrenti (vari costruttori di Formula 1 e altri campionati globali al top sono già coinvolti sul medesimo progetto: McLaren, Williams, Dallara, Renault). Le monoposto sono state consegnate ai team di recente http://www.fiaformulae.com/en/news/2014/may/teams-receive-first-delivery-of-formula-e-race-cars.aspx e a breve ci sarà il primo shakedown a Donington Park.
Seguiremo gli sviluppi del progetto che sicuramente pone ancora parecchi punti interrogativi legati alla durata delle batterie e al conseguente format delle gare. Al tempo stesso la tipologia di ispirazione ad innovare, utile a tutte le nostre aziende, è indubbia.

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Innovazione che proviene da esperienze diverse e tanta passione…

Una sezione del libro è dedicata al progetto Formula Modena (una monoposto innovativa che si inserisce direttamente fra kart e formule maggiori) che rappresenta lo spirito innovatore di un imprenditore proveniente da un ambiente estraneo al Motorsport, guidato solo dalla passione. La Formula Modena è oggi una realtà. 

Formula Modena

Formula Modena

Innovare vuol dire avere la capacità di aprirsi a idee di altre persone che, per formazione ed esperienze, hanno punti di vista diversi rispetto al nostro e proprio per questo possono essere portati ad osare di più stimolando creatività che crea valore…

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Alla radice dei successi della Mercedes F1 W05: trarre il meglio dalle opportunità innovando…

 

INNOVARE vuol dire utilizzare creatività per raggiungere risultati concreti all’interno del contesto in cui ci troviamo. La Mercedes, con il progetto F1 W05 che domina in assoluto l’inizio stagione 2014, ha fatto proprio questo.

Mercedes F1 W05 Hybrid Power Unit

Mercedes F1 W05 Hybrid Power Unit

Nuove circostanze (in particolare in questo caso leggi regolamenti nuovi) hanno dato opportunità concrete di successo che la casa di Stoccarda ha saputo utilizzare al meglio mettendo in pratica vari aspetti di innovazione gestionale (che guida quella tecnologica) che sono evidenziati nel libro.

 

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‘Innovazione integrata a tavolino’ l’esempio Porsche 919

La nuova Porsche 919 ha debuttato a Silverstone nel World Endurance Championship con un terzo posto di rilievo (equipaggio Bernhard/Webber/Hartley).

Porsche 919 World Endurance Championship 2014

Porsche 919 World Endurance Championship 2014

 

La 919 è un concentrato di innovazione ‘a tavolino’ derivata da un nuovo regolamento tecnico che ha dato forti stimoli di ricerca e sviluppo. La 919 è anche protagonista della cover del libro!

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