A Monza abbiamo avuto una conversazione con Lorenzo Senna, fondatore della Formula Modena, e protagonista di una sezione del libro ‘INNOVARE INCLUDENDO CHI VIENE DA ALTRI SETTORI “Il fattore outsider: nasce la Formula Modena”
INNOVAZIONE A TUTTO GAS! nel cuore dell’Autodromo di Monza!
Abbiamo presentato il libro nel cuore dell’Autodromo di Monza coinvolgendo anche Lorenzo Senna, fondatore della Formula Modena e protagonista di una sezione del libro: ‘INNOVARE INCLUDENDO CHI VIENE DA ALTRI SETTORI “Il fattore outsider: nasce la Formula Modena”.

Anche Juan Manuel Fangio con la sua Mercedes W196, campione del mondo Formula 1 nel 1954, lo apprezza 😉
Sviluppo del potenziale umano: la forza della diversità culturale per conoscersi veramente ed esprimere il meglio di noi stessi
Lucca è una piccola città ricca di storia racchiusa come una ‘bomboniera’ fra le mura medievali che la caratterizzano. Una ‘bomboniera’ meta ormai ambita da turisti di tutto il mondo che la visitano incantati per pochi giorni, a volte poche ore. La città dove sono nato, le cui imponenti mura finiscono spesso per influenzare anche il modo di pensare di noi lucchesi: tipicamente amiamo abitudini e certezze legate ad un pragmatico ed efficace gioco difensivo di fronte alle complessità della vita; del resto la storia stessa della città è testimonianza di tutto questo.

Gia dai primi anni novanta le complessità di un mondo globalizzato, con le quali iniziavo a confrontarmi dalle mie mura, mi hanno fatto percepire la stagnante atmosfera di provincia legata a quelle abitudini e certezze e questo mi ha dato lo stimolo a cercare e coltivare un costante confronto fra diversità culturali, di idee e prospettive rispetto ad un mondo sempre più interconnesso e sempre più in rapido cambiamento. Le mura medioevali ormai facevano veramente parte della storia; ben presto mi sono reso conto che nella vita il semplice gioco difensivo é molto rischioso perché finisce per dare agli altri il controllo dell’azione; molto meglio osare attaccare.
E attacco sia. La psicologia, la sociologia, la storia e il cambiamento sociale sono stati i temi che ho scelto di approfondire con una laurea interdisciplinare negli Stati Uniti presso l’Università del Wisconsin Green Bay dal titolo “Dynamics in Organizational Environments” (dinamiche in ambienti organizzativi). L’obiettivo era quello di vincere quella predisposizione alle abitudini e certezze arricchendomi culturalmente attraverso le ricerche e gli strumenti di queste materie; questo al fine di comprendere e stimolare le necessarie evoluzioni da attuarsi nel mondo del lavoro e organizzativo.
In una frase: maggiore consapevolezza e coinvolgimento da parte di tutti in azienda alla creazione del valore; a definire e sviluppare, ciascuno nel suo ruolo ed in modo integrato ed interdipendente, il vantaggio competitivo aziendale. C’è molta retorica sull’importanza del contributo delle persone in azienda, sul valorizzare le persone. Nella mia esperienza noto che solo con l’apertura e il vero confronto interculturale si può vincere questa retorica notando la vera essenza di potenzialità che caratterizza ciascuno di noi. La Colombia stessa quando valorizza anziché dimenticare la sua diversità, è una conferma dei frutti di questo approccio.
Con il passare degli anni ho fatto di una passione studentesca una vera e propria professione che mi porta a confrontarmi con persone, professionisti, enti e imprese in varie parti del mondo. India, Europa, Sud America (Colombia in particolare) e Nord America sono i riferimenti culturali e geografici sui quali sto concentrando le mie ricerche ed il mio lavoro e rispetto ai quali sto anche contribuendo a formare reti di scambio e cooperazione a livello imprenditoriale e accademico. Sono docente e membro del Consiglio dell’MBA Internazionale dell’Università di Pisa che si caratterizza per la diversità di provenienza degli studenti (17 le nazioni rappresentate nell’edizione 2010, saranno più di 20 nella 2011).
Da qualche tempo ho il piacere di collaborare anche con Cecorex (www.cecorex.org) e proprio come frutto di questa collaborazione stiamo già stimolando concretamente un rapporto di scambio accademico sotto vari punti di vista fra l’Universidad Simon Bolivar di Barranquilla e l’MBA Internazionale dell’Università di Pisa. L’obiettivo è quello di permettere a studenti e professori di interconnettere in modo sempre più marcato l’identità colombiana con quella italiana.
“The World is Flat” (il mondo è piatto) è il titolo di un celebre libro del giornalista statunitense Friedman. Non sono d’accordo: magari il mondo rischia di appiattirsi occidentalizzandosi ma non è ancora piatto! La cosa importante è abituarsi a non giocare passivamente in difesa ma anche in attacco, in una partita in cui fare goal significa soprattutto permettere al maggior numero di persone di conoscersi ed esprimere veramente il meglio del proprio potenziale facendo leva sulle proprie radici culturali e storiche; ciò che rappresenta l’essenza di propri valori di progresso e progettualità.
Questi ormai non sono più ideali astratti; globalmente sempre più aziende comprendono e mettono in pratica queste idee per sopravvivere e progredire. Da buon ‘toscanaccio errante’ per il mondo do, nel mio piccolo, un contributo a portare un senso di progettualità nel quotidiano di persone e organizzazioni; lo faccio con estrema convinzione e serietà mantenendo però il salutare atteggiamento di non prendermi mai troppo sul serio (e qua le radici di toscanaccio mi danno una grossa mano!).
Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista dell’Associazizone Italiani in Colombia “Va Pensiero” Nr. 107 del 4/12/2010 (http://www.assoitaliani-co.org/)
Lo spirito da “Leone” necessario per INNOVARE…
Quando per INNOVARE servono le ‘teste dure’ con tanto cuore!… Nigel Mansell, nel corso della sua lunga e spesso travagliata carriera, ha sempre dimostrato una forte propensione a supportare e mettere alla prova le innovazioni tecnologiche più estreme sulle monoposto che utilizzava.

Due esempi su tutti: la Ferrari 640 (introduce il cambio semiautomatico in gara e vince al primo GP in cui compete – GP del Brasile 1989) e la Williams FW14B (considerato il più consistente concentrato tecnologico su una Formula 1 a partire dalle sofisticatissime e finalmente affidabili sospensioni attive – Nigel domino’ il mondiale 1992 giungendo al tanto agognato titolo di Campione del Mondo). Nell’innovare c’è sempre bisogno di persone che siano disposte a prendersi rischi con testa (spesso testardaggine) e cuore per affermare con risultati concreti la creatività di idee considerate ‘estreme’. Nonostante indubbie idiosincrasie come uomo, Nigel ha sempre dimostrato di essere in pista ‘Il Leone’ anche per tutto questo!… (il libro approfondisce)…
Valorizzare il sapere in azienda…
Cosa serve per proiettare un progetto aziendale nel futuro
Sotto vari punti di vista la genialità di Colin Chapman, concreta e spesso frugale (anche all’eccesso; celebre il suo detto: “Semplifica e poi alleggerisci” – molte sue Lotus si rivelarono velocissime ma a volte tragicamente poco sicure) é una delle protagoniste del libro…

Il lavoro di Chapman fa riflettere sul fatto che solo generando e rafforzando un’identità aziendale di INNOVAZIONE é possibile trovare il supporto per proiettare il nostro progetto aziendale nel futuro…
INNOVAZIONE A TUTTO GAS! arriva a Monza!
Sabato 5 ottobre una nuova Presentazione Speciale del libro!
http://eventi.lifeplan.it/eventi/limportanza-dellinnovazione-monza/
Vi aspettiamo!

Quando anche dalla F1 si può imparare a crescere come ‘persone vere’…
Il Gran Premio di Singapore, 13ma prova del Mondiale di Formula 1 2013, ha avuto le solite monotonie. Su tutto una cosa mi ha colpito l’atteggiamento di Kimi Raikkonen nei confronti della gara superlativa che ha fatto portandolo dal 13mo a terzo.

In pratica Kimi (*) ha minimizzato in merito al dolore alla schiena che nelle prove del sabato quasi lo aveva impossibilitato a fare le prove di qualifica (da notare che a Singapore di questi tempi il caldo e l’umidità fanno si che dentro un abitacolo di Formula 1 si giunga ad avere una temperatura corporea anche di 50 gradi!); inoltre ha minimizzato le dinamiche di un suo sorpasso ai danni di Button che tutti hanno evidenziato come una super manovra.
Kimi, come la maggior parte dei piloti di Formula 1, ha un ego spropositato (altrimenti non sarebbe lì) ma é proprio questo che rende ancora più interessanti e mature le sue considerazioni. Quanti piloti al top non appena possono trovano uno spunto per lamentarsi o giustificarsi assicurandosi altresì di sottolineare in pompa magna qualsiasi minimo risultato che raggiungono?
Vuoi vedere che Kimi ‘Ice Man’ (il soprannome di cui va fiero e che sottolinea la sua freddezza e scarsa propensione verso il comunicare) ci sta dando una lezione a tutti (senza volerlo e senza secondi fini, perché chi lo conosce da vicino afferma che ‘Se lo informano che casca il mondo fra 5 minuti lui replica serenamente “Ok mi sposto un po’ più in là” ‘). Riuscirà questo suo atteggiamento a portare un po’ di aria fresca nella ultra politicizzata e noiosa Scuderia Ferrari di oggi?
Meditiamo sul significato concettuale e pratico del rapportare tutto questo alla vita di tutti i giorni…
(*) intervista tratta dal sito web di AUTOSPORT 22.9.13
RUSH, THE MOVIE! sarà INNOVAZIONE?…
Il film Rush (www.rushmovie.com) sarà un esempio di INNOVAZIONE SE sarà avrà successo commerciale nell’incorniciare in modo creativo fatti realmente accaduti…

Ron Howard ci ha provato, probabilmente per la maggior parte del pubblico sarà un mega film, per noi appassionati e ‘cultori’ del tema (e in particolare dell’indimenticabile campionato del 1976) la creatività sarà messa maggiormente a dura prova… e se la creatività non riscuote successo non si trasforma in innovazione (il libro approfondisce…).


